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Gundam Plastic Model Kit: High Grade, Master Grade, Perfect Grade

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    Gunpla FAQ Guide - Versione BASE

    8. Come e quando si utilizza lo stucco?

    Lo stucco è quel materiale che solitamente viene utilizzato dal modellista per risolvere due problematiche: il riempimento di eventuali residui delle linee di giunzione e la ricostruzione totale o parziale di alcuni pezzi. In questo capitolo tratteremo solamente ciò che riguarda le giunzioni. Quando siamo in presenza di piccole fenditure e residui di giunzione modeste irriducibili mediante carteggiatura, probabilmente il “Tamiya Putty” è il prodotto più indicato a risolvere il problema: ne esistono sicuramente altri equivalenti in commercio, come il “Mr. White Putty”, ma sentiamo di consigliarvi il Tamiya sia per la sua grande reperibilità, sia perché incontra il favore di molti modellisti esperti.
    Quindi, una volta procuratoci lo stucco, per effettuare una stuccatura corretta procediamo nel seguente modo:

    • Stendiamo il giusto quantitativo di stucco sulla linea di giunzione/fenditura che dobbiamo riempire, utilizzando una spatolina;

    • Aspettiamo che lo stucco sia ben asciutto, solitamente per applicazioni ordinarie una mezz'oretta è sufficiente (per gli epossidici fate passare una nottata);

    • Andiamo a carteggiare l’eccesso di stucco e a pareggiare in modo da ottenere una superficie liscia ed uniforme;

    • Teniamo presente che lo stucco Tamiya in fase di asciugatura tende a ritirarsi, e che stuccature che in un primo momento sembrano perfette potrebbero aver bisogno di una seconda passata;

    • Solitamente ci accorgiamo che il pezzo stuccato ha bisogno di un’ulteriore stuccatura quando andiamo a passare il primer: spesso, qui si fa l’errore di pensare che la mano di vernice che andremo a stendere di li a poco sarà sufficiente a coprire l’eventuale stuccatura mal riuscita o insufficiente. Purtroppo non sarà cosi, il difetto già evidenziato dal primer sarà ancora più evidente dopo la colorazione.
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    Individuazione, posa, stesura, rasatura e carteggiatura; le fasi di una normale stuccatura.
    * sul pezzo rappresentato nelle foto è stato usato del Milliput Yellow Grey, perché al momento non avevo altro stucco a disposizione.

    Nel caso dovessimo riempire fenditure davvero piccolissime possiamo diluire leggermente lo stucco Tamiya con qualche goccia di acetone industriale, reperibile presso qualsiasi negozio di vernici: lo stucco una volta diluito tende ad infilarsi nelle fenditure per capillarità, andando a riempire quelle zone difficilmente trattabili a spatola. L’acetone industriale, come tutti i solventi organici, è altamente volatile, quindi dovremo lavorare abbastanza velocemente.
    Se invece ci dovessimo trovare davanti a fenditure abbastanza grandi oppure bucherelli di notevole entità e profondità, gli stucchi sopraelencati potrebbero non essere sufficienti e non assicurare una tenuta adeguata, perciò nasce la necessità di rivolgersi agli stucchi epossidici bicomponenti.
    Questi stucchi, dei quali il “Milliput” risulta il più famoso, non sono premiscelati come quelli normali, ma presentano due componenti da miscelare manualmente in parti uguali per ottenere il prodotto da utilizzare sui pezzi. Generalmente la persona inesperta tende ad impastarne grosse quantità, cosa che non va fatta per evitare inutili sprechi: un consiglio che ci sentiamo di dare in questo senso è di evitare di stuccare mano a mano che si va avanti con la carteggiatura dei pezzi del modello, e invece finire prima la fase di carteggio delle giunzioni sulla maggior parte dei pezzi sui quali l’operazione è possibile in quel momento (a seconda dell’ordine di assemblaggio necessario), per poi individuare in un sol colpo tutte le zone che richiedono lo stucco e trattarle tutte insieme, così da ridurre al minimo lo spreco di impasto.
    Dopo aver tenuto conto di ciò, gli accorgimenti che dovremo seguire per l’applicazione sono più o meno gli stessi elencati riguardo gli stucchi ordinari, con la sola differenza che negli stucchi bicomponenti il fattore del ritiro in fase di indurimento è praticamente assente, per cui pochissime volte ci troveremo costretti a dover ripassare. Altra differenza fra gli stucchi “classici” e quelli bicomponenti sta nella durezza, infatti questi ultimi raggiungono livelli di durezza notevoli una volta asciutti, per cui richiedono un po’ più di lavoro in fase di carteggiatura.
    Come sempre è consigliato iniziare la carteggiatura in senso perpendicolare per poi rifinire in circolare.

    Infine, in via generale, quando si esegue una stuccatura è meglio non impiegare troppo prodotto, perché quando il pezzo sarà asciutto dovremo carteggiare parecchio per eliminarne l‘eccesso; al contrario, se avremo utilizzato un quantitativo adeguato di stucco, la carteggiatura di rifinitura sarà sicuramente lavoro da poco e tendenzialmente più precisa ed accurata.


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